Pellicole Virtuali

Lei

Aveva occhi verdi come il mare mosso in autunno.
Guardarli era come cercare di leggere nel mistero, velati di una malinconia incomprensibile, come persi in tempi distanti.
Era una donna capace di catturarti con le sue debolezze, che la rendevano impossibile da non amare.
Il buio della notte la spingeva contro me, dentro quel letto immenso, come a cercare protezione da quei mostri che puntualmente agitavano i suoi sogni.
Il desiderio di calore umano la rendeva bambina nei momenti dolci dell’intimità, ma sapeva amare come la donna che era.
Osservare la sua schiena nuda e perdersi nel movimento del suo corpo era diventata una necessità e riempiva il cuore.
Quelle spalle dritte, che creavano il giusto spazio per desiderare baci di labbra socchiuse e le braccia esili pronte per farti perdere in un abbraccio, coperte dai lunghi capelli, riempivano lo sguardo e lo facevano scorrere fino alla vita sottile e poi ai fianchi larghi, fianchi destinati alla maternità ed all’amore di un solo uomo.
Il movimento sinuoso del suo corpo disegnava sul ventre il contorno del femminino sacro, simbolo di donna e madre, e accendeva il desiderio al solo posarsi dello sguardo.
Ma il cuore era la sua vera dannazione. Incapace di amare se stessa, sempre alla ricerca del compiacimento altrui, il che la rendeva triste e malinconica, come spiaggia desolata ed inarrivabile.
Io lo so, ho provato a raggiungerla, e mi sono perso nelle profondità di quel mare agitato, dal quale è difficile uscire.